Omaha Poker – Guida alle puntate nell’Omaha

Le puntate
Nessuna differenza per quanto riguarda le diver­se fasi in cui si può puntare, che avvengono, come nel Texas Hold’em Poker, dopo aver ricevuto le carte personali, dopo il flop, dopo il turn e, infine, dopo il river. Quello che cambia, però, è l’importo della puntata: nell’Omaha ha sempre un limite massimo. Limite che può essere stabilito prima dell’inizio del torneo (Fixed Limit, in gergo) o, più abi­tualmente, che coincide con il valore del piatto in quel momento (Pot Limit). Que­sto non significa che si è sempre obbligati a puntare il valore del piatto, ma solo che quello è l’importo massi­mo possibile della puntata. Molto importante, però, è sapere che per stabilire il valore del piatto vanno aggiunte anche le fiches necessarie per pareggia­re le puntate fino a quel momento fatte dagli altri giocatori.

Anche in questo caso, un esempio aiuterà a chiarire meglio il concetto. Poniamo di essere i primi a parlare in una mano con i bui che hanno un valore di 200 per il piccolo e di 400 per il grande. Il piatto, quin­di, in questo momento varrà 600 (piccolo e grande buio) + 400 (fiches necessarie per vedere) = 1.000. Il nostro rilancio massimo, dunque, sarà dato dalla somma tra il valore del piat­to (1.000) e l’importo ne­cessario per vedere le pun­tate precedenti (400). Per semplificare, è come se la nostra puntata avvenisse in due fasi successive: 400 per vedere, 1.000 come rilan­cio massimo, per un totale di 1.400 fiches. Ovvio che il piatto potrà raggiungere in breve tempo cifre mol­to alte. Il giocatore dopo di noi, tanto per proseguire nell’esempio, quando sarà il suo turno si troverà di fronte a un piatto di 2.000 fiches (1.400 messe da noi + le 600 di piccolo e grande buio). La sua puntata massima potrà essere 2.000 (call) + 4.000 (valore del piatto dopo che ha visto la puntata). 6.000 fiches, quindi, che porte­ranno il piatto a un totale di 8.000. E abbiamo parlato solo in due!

Qualche consiglio
Nell’Omaha ci sono poche mani di partenza che dan­no un notevole beneficio rispetto ad altre. Con due buone mani iniziali, in linea di massima, il vantaggio di un giocatore sull’altro è di circa 60 a 40, molto meno, rispetto al Texas Hold’em, quando avere una coppia più alta di un altro implica un vantaggio di 80 a 20. Questo perché il numero di combinazioni fattibili con quattro carte è molto più elevato. Il risultato è che nell’Omaha si tende a gio­care molti più piatti, con la vera selezione che viene fatta dopo il flop, capace di ribaltare completamente il valore della mano ricevuta. Pensate, per esempio, se il mazziere ci avesse servito una coppia di Assi, un 9 e un 5, tutti di semi diversi. Prima del flop considereremmo il 9 e il 5 assolutamente inu­tili, ma se le prime tre carte comuni fossero due 9 e un 5, ecco che diventerebbe­ro fondamentali. Allo stesso modo, una mano fortissima come i due Assi avrebbe po­chissime possibilità di suc­cesso se al flop uscissero due 3 e un 8, oppure tre carte di colore o in scala. Improbabi­le, infatti, che nessuno degli altri giocatori (con il doppio delle carte in gioco) non ab­bia nulla.

L’Omaha, quindi, può essere definito un gioco di progetti e, anche se all’apparenza potrebbe sembrare che tutto, o quasi, sia lasciato al caso, in realtà c’è molto spazio per la tecnica. Durante la partita, capiterà spesso di dover investire un numero ele­vato di fiches senza avere un punto già fatto, e biso­gnerà dunque essere molto esperti nel calcolo degli odd (probabilità di realizzare un punto) e degli out (carte utili per realizzare un punto) per fare la giusta scelta. Inoltre, la lettura della mano degli avversar! è piuttosto compli­cata, dato il gran numero di combinazioni possibili. La cosa più importante da ricordare è che bisognereb­be sempre fare progetti per la mano più alta possibi­le (nut), perché altrimenti si rischia di perdere anche completando il punto. E questi progetti, a meno di circostanze particolari, non andrebbero inseguiti fino al river, poiché costerebbe­ro tantissimo in termini di fiches.

Da evitare assolutamente il giocare con tris bassi, con colori che non siano all’Asso o al Re, con scale che non siano alte. Allo stesso modo, un punto come una cop­pia alta (anche di Re o di Assi) che nel Texas Hold’em Poker avrebbe grandi possibilità di successo, nell’Omaha con­ta pochissimo, quindi bisoggna cambiare totalmente strategia di gioco.
Con cinque carte sul tavolo e quattro in mano, infatti, se non si ha al­meno una doppia coppia (e spesso non basta nemmeno quella) non si può vincere.

About admin

Giocatore di Texas Hold'em e amante dei giochi di carte in generale, sopratutto online. :)
This entry was posted in Giochi di Carte Online, Omaha and tagged giocare a poker online, omaha, poker online, texas hold'em. Bookmark the permalink.

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *

You may use these HTML tags and attributes: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>